Le tipologie delle tinture: tinto in capo.

Oggi parliamo di capi realizzati con tessuti cosiddetti tinti in filo: ma cosa significa esattamente tinto in filo?

Seguitemi nelle prossime righe, vi racconto tutto.

Definizione

Per tessuto tinto filo si intende quel tessuto che ha il filo della trama e dell’ordito già tinti, anche di colori diversi. Quindi si tinge proprio la rocca di filo con cui si andrà poi a tessere a telaio, meccanico, la pezza di tessuto.

Si differenzia dal tessuto tinto pezza perché in, questo caso, per creare  il tessuto si usano solo filati di colore bianco neutro e una volta terminato il processo di tessitura, il tessuto viene tinto direttamente nella pezza prodotta.

Tinto in filo significa dunque che ogni singola filatura è tinta prima di diventare ordito o trama di un tessuto. Invece il tessuto colorato nel suo insieme, dopo l’elaborazione di trama e ordito si dice tinto in pezza.

Ed è diverso dal tinto in capo, perché in questo caso specifico si tinge il capo finito ma cucito in materiale greggio.

Storia

L’arte della tintura è antichissima: veniva praticata in India molto prima della costruzione delle piramidi in Egitto. Si usavano le spezie come coloranti che, una volta macinate e trattate, erano la base da cui si estraevano le essenze. Queste essenze permettevano non solo di colorare i tessuti ma anche di rinforzarli e differenziarli nella tessitura.

Le tecniche col passare degli anni si sono affinate, industrializzate e velocizzate per sostenere una produzione di massa piuttosto che il singolo oggetto o tessuto. Addirittura le tinture tessili, in antichità, erano applicate solo a tessuti naturali, quindi cotone, lino, lana e seta mentre oggi, grazie alla tecnologia e ai colori di origine artificiale e non naturale, non esiste alcun tessuto che non possa subire un processo di colorazione.


Tingere oggi è un’operazione biochimica, un processo industriale, che attraverso un “bagno liquido” in cui sono presenti molecole ed enzimi in grado di combinarsi con i materiali permettono le variazioni di colori.

La tecnica del tinto in filo è la prima inventata, storicamente parlando, segue poi il tinto in pezza.

E la più recente è la tecnica del tinto in capo, che come abbiamo visto in un articolo precedente, è stata inventata da Benetton negli anni ’70.

Processo produttivo in breve.

La tintura in filo si caratterizza per la sua lavorazione complessa che impregna il filato in modo quasi definitivo per ogni singolo filo.

Passaggi:

  • Dal filo puro e naturale vengono eliminate le impurità che potrebbero interferire con la colorazione;
  • Bagno alcalino per il singolo filo che permetterà al colore di entrare in profondità nelle fibre;
  • Lavaggio per rimuovere eccessi di colore;
  • Ossidazione 12h
  • Le rocche dei singoli fili vengono trattare per dare loro esatta umidità

Il tessuto prodotto utilizzando i fili tinti singolarmente garantisce la durata del colore più a lungo e la possibilità di una lavorazione di trame e orditi definiti.

Impieghi

Si utilizza per tutto, dall’abbigliamento all’arredamento. Ideale per la camiceria da uomo, penso ad esempio alle fantasie come righe, bastonetti, spinati, o con piccoli disegni. Ma tutto questo vale anche per la camiceria da donna, che permette anche maggiore spazio alle fantasie.

Sono tessuti molto utilizzati anche per i capi spalla, come giacche e cappotti, ma anche per tutti i capi di alta sartoria. E che devono durare nel tempo.

Questi tessuti infatti costano di più delle altre tipologie, ma hanno anche un diverso valore intrinseco. Ma sono sinonimo di affidabilità e durevolezza, non stingono e non ritirano al lavaggio.

Tempi di produzione

La tecnica del tinto in filo è la più pregiata fra tutte e permette anche una notevole variabilità nelle fantasie da produrre. Si realizzano infatti tessuti a quadri, scozzesi, tartan, ma anche spinati, bouclè, tessuti per cappotti, anche quelli un po’ pelosini o i tessuti teddy, di gran moda negli ultimi due inverni.

È quella che richiede anche più tempo di produzione rispetto al tinto in pezza o tinto in capo, quest’ultima, come abbiamo visto, è la più rapida e ripondente alle richieste del mercato. Infatti prima si produce il filo, si tinge, si tesse la pezza di tessuto e poi si taglia e si cuce il capo. Ma è anche la tecnica più pregiata e di qualità fra le tre citate.

Infine, come si riconosce un capo realizzato con un tessuti tinto in filo? È semplicissimo: basta guardarlo a rovescio, e se il disegno, ad esempio uno scozzese, è visibile anche da questa parte, è un tinto in filo.

Spero di esservi stata utile, ora ne sappiamo un po’ di più sul mondo dei tessuti. A presto!

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